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La presenza di Menarini nell'area cardiovascolare risale alla fine degli anni 80 quando fu messa in commercio una nuova associazione di due farmaci antipertensivi (ACE-inibitore e diuretico) che ha migliorato l'approccio terapeutico al paziente iperteso. L'impegno di Menarini nell'area cardiovascolare è risultato costante, infatti negli ultimi 10 anni sono stati messi a disposizione del medico ben 9 farmaci antipertensivi diversi ed anche recentemente è risultato disponibile, per i pazienti ipertesi, un innovativo farmaco antipertensivo che presenta un meccanismo d'azione peculiare, in quanto agisce fisiologicamente aumentando la disponibilità di ossido nitrico, una sostanza prodotta dai vasi stessi, che ha proprietà vasodilatante (e che quindi riduce la pressione arteriosa). Il trattamento antipertensivo ha consentito anche la riduzione di quella grave malattia chiamata insufficienza cardiaca nella quale il cuore non è più in grado di mantenere un flusso di sangue adeguato alle necessità metaboliche dei tessuti periferici.
Gli eventi ischemici (es: l'infarto del cuore, l'angina pectoris), sono legati ad una critica riduzione del flusso di sangue al cuore e sono correlati principalmente all' aterosclerosi. L'attuale disponibilità di farmaci in grado di intervenire contro i meccanismi che stanno alla base dello sviluppo della lesione aterosclerotica ha aperto nuove prospettive terapeutiche. Nei primi anni '90 Menarini consolidando il suo impegno nell'area cardiovascolare ha presentato alla classe medica un nuovo farmaco che riduce il colesterolo nel sangue. Tale medicinale appartiene alla classe di farmaci denominati statine. I progressi della medicina, a cui Menarini ha sempre cercato di dare il suo contributo, ci hanno abituato a vedere negli ultimi anni una riduzione della mortalità specifica per eventi cardiovascolari. La riduzione della mortalità per infarto del miocardio e il miglior controllo dell'insufficienza cardiaca hanno indotto e continuano ad indurre un aumento dell'aspettativa e della qualità di vita in questi pazienti. |
