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Cardiologia

Il contributo della Menarini nell'ambito dell'area cardiovascolare trae le sue origini nel 1988, anno in cui l'azienda ha messo a disposizione della classe medica il primo ACE-inibitore associato a diuretico, ovvero il capostipite di una classe di farmaci oggi entrati pienamente nella pratica clinica.
Da allora l'impegno di Menarini nel settore cardiovascolare è proseguito senza sosta; il risultato è la possibilità di offrire oggi al medico italiano un'ampia gamma di prodotti farmaceutici, tutti all'avanguardia ed ognuno con caratteristiche peculiari ben distinte, cui si affianca un servizio di informazione ed aggiornamento scientifico sempre più completo e puntuale.
In particolare nel settore cardiovascolare Menarini si è concentrata nell'area della prevenzione dei fattori di rischio, con il trattamento dell' ipertensione in primo piano.
Naturalmente, la scelta del farmaco più adeguato dipenderà sempre dalle caratteristiche del paziente, dalle patologie associate e dall'esperienza clinica del medico.
Al fine di favorire un'accurata indagine anamnestica, che possa essere il risultato del corretto ed approfondito scambio di informazioni cliniche tra medico e paziente, abbiamo ritenuto interessante fornire un breve glossario dei termini medici e clinici più ricorrenti nell'ambito della medicina cardiologica, la cui conoscenza risulterà utile al paziente nel rapporto di ogni giorno con il proprio medico curante.

  • L'ipertensione arteriosa

L'ipertensione arteriosa è sicuramente uno fra i più importanti fattori di rischio di accidenti cardiovascolari insieme ad altri quali: fumo, diabete, aumento dei lipidi nel sangue.

Il trattamento dell'ipertensione arteriosa con farmaci antipertensivi determina una riduzione del numero di patologie legate prevalentemente agli elevati valori pressori, come gli eventi a livello cerebrale (emorragia ed ischemia) e cardiaco (ischemia , scompenso cardiaco).

  • La terapia farmacologica dell'ipertensione arteriosa

La presenza di Menarini nell'area cardiovascolare risale alla fine degli anni 80 quando fu messa in commercio una nuova associazione di due farmaci antipertensivi (ACE-inibitore e diuretico) che ha migliorato l'approccio terapeutico al paziente iperteso.

L'impegno di Menarini nell'area cardiovascolare è risultato costante, infatti negli ultimi 10 anni sono stati messi a disposizione del medico ben 9 farmaci antipertensivi diversi. Tra questi, un innovativo farmaco antipertensivo con un meccanismo d’azione peculiare, in quanto agisce anche aumentando la disponibilità di ossido nitrico (una sostanza prodotta dai vasi stessi, che ha proprietà vasodilatante e che quindi riduce la pressione arteriosa).
Il trattamento antipertensivo ha consentito anche la riduzione di quella grave malattia chiamata insufficienza cardiaca nella quale il cuore non è più in grado di mantenere un flusso di sangue adeguato alle necessità metaboliche dei tessuti periferici.

  • Cos'è l'infarto?

Gli eventi ischemici (es: l'infarto del cuore, l'angina pectoris), sono legati ad una critica riduzione del flusso di sangue al cuore e sono correlati principalmente all' aterosclerosi.
L'attuale disponibilità di farmaci in grado di intervenire contro i meccanismi che stanno alla base dello sviluppo della lesione aterosclerotica ha aperto nuove prospettive terapeutiche.

Nei primi anni '90 Menarini consolidando il suo impegno nell'area cardiovascolare ha presentato alla classe medica un nuovo farmaco che riduce il colesterolo nel sangue.
Tale medicinale appartiene alla classe di farmaci denominati statine. I progressi della medicina, a cui Menarini ha sempre cercato di dare il suo contributo, ci hanno abituato a vedere negli ultimi anni una riduzione della mortalità specifica per eventi cardiovascolari.
La riduzione della mortalità per infarto del miocardio e il miglior controllo dell'insufficienza cardiaca hanno indotto e continuano ad indurre un aumento dell'aspettativa e della qualità di vita in questi pazienti.

  • Angina cronica stabile

L’angina cronica stabile è una patologia debilitante, manifestazione della malattia cardiaca ischemica cronica ed è legata ad un alterato equilibrio fra l’apporto ed il consumo di ossigeno a livello miocardico. Tale condizione è essenzialmente dovuta alla presenza di aterosclerosi dei vasi coronarici. Il sintomo tipico dell’angina stabile è il dolore toracico che si presenta in seguito ad esercizio fisico o in seguito a stress emotivo e regredisce con il riposo o con l’assunzione di nitroglicerina. Esistono, tuttavia, pazienti che non avvertono il dolore, bensì altri sintomi che vengono definiti equivalenti anginosi (es. dispnea, astenia).

Come descritto nelle Linee Guida rilasciate nel 2006 dalla Società Europea di Cardiologia (ESC), l’angina stabile crea una inabilità permanente dei pazienti (spesso non anziani), può richiedere ospedalizzazione e determina un peggioramento marcato della qualità di vita.

Secondo i dati dell’EURO HEART SURVEY, il 60% dei pazienti anginosi al momento della diagnosi presenta già una limitazione moderata (Canadian Cardiovascular Society Class grado II) o severa (CCSC grado III) nello svolgimento delle normali attività quotidiane.

Secondo le raccomandazioni della Società Europea di Cardiologia (ESC), il trattamento dell’angina stabile deve avere tra i principali obiettivi il miglioramento della qualità di vita, attraverso il controllo della severità e della frequenza dei sintomi.

Gli approcci terapeutici attuali sono rappresentati da modifiche dello stile di vita, trattamenti farmacologici o interventi di rivascolarizzazione.

Menarini, mette oggi a disposizione del medico, un nuovo farmaco antianginoso [approvato da FDA negli Stati Uniti nel 2006 e, più recentemente da EMEA nella Unione Europea (2008) per il trattamento sintomatico dell’angina cronica stabile nei pazienti non controllati dalle terapia di prima linea (beta-bloccanti/calcio-antagonisti) o intolleranti alle stesse] che agisce inibendo in maniera selettiva la corrente tardiva del sodio (patologicamente aumentata in condizioni di ischemica miocardia) senza alterare in maniera clinicamente significativa la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.

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